ALFONSO LETO

 

Nato a S. Stefano Quisquina (Agrigento) 1956

Gli esordi dell’attività artistica di Alfonso Leto sono riconducibili, fin dalla fine degli anni ‘Settanta, a Palermo, città dove Leto ha compiuto gli studi artistici, in  quella particolare stagione creativa, segnata dalle presenze di Toti Garraffa, Gaetano Testa, Francesco Carbone, traendone significativi stimoli formativi, e che accomuna alcuni giovani artisti (Mario Vitale, Enzo Patti, Giovani Valenza, Nino Quartana, Toti Audino…) , nel segno  dell’arte psichedelica e fantastica, fuori dalle rotte tracciate dalla neofigurazione dominante e omologante, alla ricerca di una possibile ed espressa autonomia culturale, di una marginalità operosa e indipendente.
A metà degli anni ‘Ottanta, dopo aver assunto e rielaborato lo spirito della Transavanguardia, espone le sue opere, nell’antico eremo della Quisquina, presentato da Achille Bonito Oliva e da Fulvio Abbate.
Il suo lavoro si evolve assumendo forme sempre nuove che però privilegiano la pittura nell’equilibrio continuo tra concetto e stile. Nel 1989, le sue prime esperienze espositive personali e di gruppo a Roma, alla galleria la Nuova Pesa, sostenuto dall’amico scrittore e critico d’arte Fulvio Abbate, collaborando anche alla rivista Centoerbe, a contatto con artisti della sua generazione e di quel contesto (Giuseppe Salvatori, Felice Levini e HH Lim) e gli  esponenti dell’Astrazione povera, sostenuta da Filiberto Menna (Mariano Rossano, Rocco Salvia, Gianni Asdrubali) con i quali aveva già esposto al museo civico di Gibellina nel 1984, in “Dominio dello sguardo” a cura di Fulvio Abbate.
Partecipa a diversi eventi espositivi indicativi degli sviluppi artistici della sua generazione: Roma, Palazzo delle Esposizioni, Giovani Artisti IV-1992 / Premio Michetti-1992 e Premio Marche 1994, entambi a cura di Renato Barilli / Disincanti -Galleria La Nuova Pesa, Roma / Nutrimenti dell'arte, Erice -1995/ Oscar -La Nuova Pesa, Roma (con Silvio Wolf e Dario Ghibaudo)- e Castello Colonna a Genazzano- 1997 /I Percorsi del Sublime, Albergo delle Povere, Palermo -1999 (con: Consagra, Isgrò, Accardi, Salvo, Romano, Guccione)/ Novecento siciliano, mostra itinerante in sedi museali di Mosca, Barcellona e Palermo –2004.
L’evoluzione del suo lavoro è costantemente attraversata dal pulsare continuo e meditato di un’ironia solare e mediterranea (con opere quali: le tele marsupiali, il “Codice fiscale di Pasolini” e di altri poeti, le pitture sottovuoto con gadget in offerta, la pittura su monitor di computer esposta in una prima versione installativa alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, nel 1999 e i "Misteri gaudiosi": visioni apocrife della religione filtrate da una sensibilità telematica (Art Gallery Banchi Nuovi, Roma- 2000), che segnano una ritrovata e rinnovata direzione iconografica che ancora attualmente si evolve nella tensione di un percorso sempre capace di cambiare pelle e rivitalizzarsi.
«Disincarnato da ogni interesse specifico, l'arte di Leto produce un linguaggio letale per ogni senso comune, legato sempre all'economia di una ragione pratica», scrive Achille Bonito Oliva in uno dei suoi  testi che hanno più volte accompagnato il lavoro dell’artista (1997, "Leto contro il metodo",  tenuta nelle Case Di Stefano della  Fondazione Orestiadi/ 1995,“Opere giovanili”, Villa Trabia, Palermo/"Arte Terminale", 1998-99: Art Gallery Banchi Nuovi, Roma/ Istituto Italiano di Cultura, Madrid/ Fundacion Ludwig , L'Avana).
Ha, inoltre, contribuito all'azione della Fondazione Orestiadi con un suo stage creativo per l'infanzia ("L'arte primaria",1999). Tra il 2001 e il 2002, ha allestito la collezione d’arte contemporanea del Museo delle Trame Mediterranee, prendendo anche parte alle mostre itineranti “Corrispondenze” (Amman, Il Cairo, Damasco) e “Artistes italiens Contemporains de la Fondazione Orestiadi” (Algeri); nel 2002 ha realizzato, l’installazione commemorativa “Meteoriti”,  oggi colllocata in permanenza nel cimitero di Gibellina.

Edward Lucie Smith ha incluso il suo lavoro nell'edizione 2001 di Annual Development/New european artists (ediz. Imprincta, Amsterdam, 2001).
Ha preso parte a diversi eventi promossi da Museum di Ezio Pagano (Bagheria) e da Fiumara d’arte  di Antonio Presti (Castel di Tusa)
Nel 2004 ha esposto a Palermo la sua prima serie di pitture su immagini pubblicitarie, con il titolo “Appassionate book”.
Nel 2005, con il Goethe Institut di Palermo e con Nobuyko Yoshizumi ha prodotto  due grandi aquiloni (insieme a quelli di Rossella Leone, Enzo Cucchi e Jannis Kounellis) destinati alla collezione Art Kite Foundation di Osaka .
Nel 2007, con altri artisti rappresentativi dell’arte siciliana, di diverse generazioni, espone a Bruxelles,  al Parlamento Europeo per la mostra “L’isola che c’è”, un progetto curato da Emilia Valenza.
Leto vive a Santo Stefano Quisquina.  É docente alla cattedra di Arte e Immagine  nelle scuole medie e la sua didattica è attivamente orientata verso la promozione e la diffusione della sensibilità contemporanea nei linguaggi espressivi, tra le più giovani generazioni.

Nota a cura di Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee/Fondazione Orestiadi, Gibellina.